Il mondo del gioco pubblico italiano si muove su due fronti che, a guardarli bene, raccontano la stessa storia: quella di un settore che chiede più tutele contro l’illegalità e più chiarezza sulle regole del gioco fisico. Da un lato SAPAR (associazione nazionale gestori gioco di stato) che porta le istanze della rete terrestre fino a Bruxelles, dall’altro i numeri record dell’Agenzia delle dogane e dei Monopoli contro i siti illegali. Vediamo insieme cosa sta succedendo.
SAPAR porta cinque dossier al Parlamento Europeo
Il 14 luglio 2026 SAPAR ha varcato le porte del Parlamento Europeo con cinque dossier considerati urgenti dalla rete terrestre del gioco pubblico italiano. Al centro della discussione ci sono temi caldi come le concessioni, l’illegalità transfrontaliera e la gestione delle dipendenze legate al gioco fisico, tutti argomenti che da tempo animano il dibattito tra operatori, associazioni di categoria e istituzioni.
Portare queste istanze direttamente a Bruxelles non è un gesto simbolico da poco: significa chiedere che le decisioni europee tengano conto delle specificità del mercato italiano, dove la rete di sale, bar ed esercizi autorizzati convive ogni giorno con la concorrenza sleale di operatori non regolamentati che sfruttano le maglie larghe delle normative transfrontaliere. SAPAR chiede quindi regole più chiare e uniformi, capaci di proteggere sia gli operatori onesti sia i giocatori, soprattutto quelli più vulnerabili.
Gioco illegale in crescita e le segnalazioni aumentano
Se da una parte si lavora sul fronte normativo, dall’altra i risultati concreti arrivano dai numeri diffusi dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Nel 2025 ADM ha oscurato 1.038 siti illegali, segnando un incremento del 44% rispetto all’anno precedente. Un dato che fotografa bene quanto il fenomeno del gioco irregolare sia in continua evoluzione, ma anche quanto l’attività di contrasto si stia intensificando.
Modelli ibridi e nuove sfide
Tra le criticità principali segnalate da ADM ci sono i cosiddetti modelli ibridi: piattaforme che mescolano elementi legali e illegali, rendendo più complesso il lavoro di individuazione e blocco. Questi schemi si adattano rapidamente ai controlli, cambiando dominio o struttura societaria per sfuggire alle sanzioni, un po’ come un gioco del gatto e del topo che richiede risorse sempre aggiornate da parte delle autorità.
Il rafforzamento dell’enforcement ha un obiettivo chiaro: tutelare i concessionari autorizzati che investono in sicurezza, trasparenza e rispetto delle regole, spesso penalizzati dalla concorrenza di chi opera fuori da ogni controllo. In questo senso, i dati del 2025 sono un segnale incoraggiante, ma la strada per debellare completamente il fenomeno resta ancora lunga.
Messe insieme, le due notizie disegnano un quadro coerente: il settore del gioco pubblico, sia fisico che online, sta cercando di consolidare un modello più sicuro e regolato, muovendosi contemporaneamente su Roma e su Bruxelles. Sarà interessante vedere nei prossimi mesi come le istanze di SAPAR verranno accolte a livello europeo e se il trend positivo dell’enforcement ADM continuerà a crescere.

